Utilizzare l'ecografia per il posizionamento degli accessi vascolari

La riduzione del tasso di complicanze grazie all'ecografia
Uno dei vantaggi più rilevanti dell'ecografia è la sua capacità di ridurre in modo importante il tasso di complicanze rispetto alle tecniche utilizzate finora (palpazione e neurostimolazione). Il posizionamento di accessi vascolari è una procedura che può comportare complicanze. Aumentando considerevolmente la visualizzazione dell'ago durante la procedura, l'ecografia permette di evitare 90 complicanze ogni 1000 procedure e di realizzare così risparmi non trascurabili.
Le raccomandazioni della SFAR
Nel 2015, la Société Française d'Anesthésie et Réanimation (SFAR) dimostra che vi è un evidente interesse a utilizzare l'ecografia durante il posizionamento degli accessi vascolari nell'adulto e nel bambino. Ne precisa l'utilità per le seguenti procedure: vena giugulare interna, vena succlavia, vena femorale. Inoltre, anche se il posizionamento dei cateteri arteriosi radiali e venosi periferici è esposto a rischi più limitati, l'ecografia può consentire di ridurre il dolore e il disagio, nonché il ritardo nella presa in carico nell'ambito di queste procedure.
Ecografia e porta-ago: un progresso per gli anestesisti
L'uso dell'ecografia è ancora più vantaggioso per gli anestesisti se vi associano un sistema di guida. Questa nuova tecnica è particolarmente apprezzata per la vena giugulare interna, la vena succlavia, la vena ascellare, la vena antecubitale e la vena femorale. Permette di:
- ridurre il numero di tentativi a 1 contro una media di 2 a 8 senza porta-ago,
- quadruplicare la visibilità della punta dell'ago o del catetere rispetto alla sola ecoguida,
- infine, ottenere 5 volte più punture riuscite già al 1ère tentativo.
Per eseguire un atto sotto ecoguida assistita sono necessari un bracciale e un porta-ago. Il bracciale deve essere posizionato sulla sonda ecografica per potervi fissare il porta-ago. Esso predefinirà la traiettoria del catetere o dell'ago.


