Sclerosi Laterale Amiotrofica, Trophos annuncia i risultati del suo studio

Trophos SA annuncia oggi i risultati dello studio di fase 3 sull'olesoxime, il suo principale farmaco candidato, condotto su 512 pazienti affetti da Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA). L'olesoxime non ha mostrato un aumento significativo della sopravvivenza rispetto al placebo nei pazienti trattati con riluzolo (Rilutek (R)). È stato osservato un effetto sulla funzione dei pazienti, misurato con la scala di valutazione funzionale ALSFRS-R. L'olesoxime è inoltre stato molto ben tollerato.
Dopo aver ricevuto questi risultati, Actelion ha informato Trophos della propria decisione di non esercitare la sua opzione esclusiva di acquisto, prevista dall'accordo di opzione di acquisto firmato tra Trophos e Actelion nel luglio 2010 (vedere il comunicato di Actelion del 13 dicembre 2011).
Trophos prosegue i programmi in corso e dispone di fondi che le consentono di continuare le proprie attività almeno fino alla fine del 2013.
I suoi programmi comprendono:
- Uno studio pivotale (in corso) sull'olesoxime nell'Atrofia Muscolare Spinale (AMS), i cui risultati sono attesi per il secondo semestre 2013;
- Uno studio di proof of concept di fase 2a (in corso) sulla sua molecola cardioprotettiva TRO40303 nelle lesioni cardiache da ischemia-riperfusione (IM), i cui risultati sono attesi prima della fine dell'anno 2012;
- Un progetto di studio di proof of concept di fase 2 sull'olesoxime nella progressione della sclerosi multipla (in funzione dei finanziamenti futuri);
- Una collaborazione di ricerca con Actelion nell'ambito della quale Trophos esegue lo screening e la caratterizzazione di molecole appartenenti ad Actelion grazie alla propria tecnologia proprietaria di test SNC (sistema nervoso centrale).
In questo studio di fase 3, l'incapacità dell'olesoxime di mostrare risultati migliori del riluzolo sulla sopravvivenza dei pazienti affetti da SLA si spiega probabilmente con il fatto che, al momento della diagnosi, la malattia è già troppo avanzata e progredisce troppo rapidamente perché gli effetti dell'olesoxime rispetto al riluzolo possano essere rilevati. Infatti, nel modello di SLA più diffuso, più del 50 per cento dei motoneuroni e delle connessioni neuromuscolari è già stato perso quando compaiono i primi sintomi. Per l'Atrofia Muscolare Spinale di tipo 2 e 3, nella quale l'olesoxime è ugualmente in fase di test, la progressione della malattia è diversa: è più lenta e dura anni. Nel caso della sclerosi multipla, la degenerazione neuronale indotta dallo sviluppo della malattia si verifica solo dopo la comparsa dei sintomi.
«I risultati di questo studio sulla Sclerosi Laterale Amiotrofica sono deludenti, soprattutto per la comunità dei pazienti affetti da SLA, che hanno un urgente bisogno di nuove terapie per prolungare la sopravvivenza e le proprie capacità. Siamo profondamente orgogliosi di aver lavorato con questo gruppo di pazienti e con i nostri partner internazionali del progetto MitoTarget a questo studio fondamentale, condotto in modo eccellente», dichiara Damian Marron, Presidente del Consiglio di Gestione di Trophos. «Restiamo convinti del potenziale delle nostre molecole di colesterolo-ossima, modulatori del poro mitocondriale. Disponiamo dei finanziamenti necessari per proseguire lo sviluppo di Trophos almeno fino alla fine del 2013 e potremo quindi continuare a lavorare sugli altri nostri programmi, che rispondono a bisogni medici in malattie orfane o di nicchia, per le quali oggi non esiste alcun trattamento.»
Dettagli dello studio
Questo studio di 18 mesi è stato condotto in gruppi paralleli, randomizzato, in doppio cieco versus placebo, per valutare l'efficacia e la tollerabilità dell'olesoxime rispetto al placebo in pazienti trattati con riluzolo. Lo studio è stato condotto su 512 pazienti con diagnosi di SLA da 6 a 36 mesi prima dell'arruolamento e che ricevevano il trattamento standard. L'olesoxime è stato somministrato per via orale in un'unica dose giornaliera di 330 milligrammi.
L'olesoxime non ha mostrato effetti significativi sul criterio principale di sopravvivenza dopo 18 mesi di trattamento rispetto al riluzolo. È stato osservato un effetto sul secondo criterio di misura ALSFRS-R in un'analisi pre-specificata dopo 9 mesi di trattamento. L'olesoxime è stato molto ben tollerato, con un profilo di effetti collaterali simile a quello del riluzolo più placebo. I risultati completi saranno pubblicati a tempo debito in pubblicazioni scientifiche e in occasione di congressi.
Lo studio si è svolto in 15 centri in Francia, Germania, Gran Bretagna, Belgio e Spagna e fa parte di MitoTarget (Convenzione di sovvenzione n.: HEALTH-F2-2008-223388), un progetto collaborativo di 3 anni, per il quale la Commissione Europea ha concesso un budget di circa 6 milioni di euro.
Trophos annuncia la fine del trattamento dell'ultimo paziente nello studio pivotale di efficacia di fase 3 sull'olesoxime nella Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA o malattia di Charcot)
Trophos SA annuncia oggi che l'ultimo paziente ha terminato il trattamento nello studio pivotale di efficacia di fase 3 sull'olesoxime nella Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA).
Più di 500 pazienti sono stati arruolati in questo studio e l'ultimo paziente incluso ha terminato lo studio il 15 settembre. Il lavoro di analisi dei risultati è quindi ora in corso e i primi risultati sono attesi per il 4ème trimestre 2011.
Questo studio fa parte di MitoTarget, progetto collaborativo europeo della durata di 3 anni (vedere sotto) guidato da Trophos e costituito da un consorzio europeo di esperti riconosciuti nella SLA. Il protocollo dello studio ha beneficiato di una procedura di richiesta di parere presso l'Agenzia Europea per i Medicinali.
«Siamo molto lieti che il trattamento di più di 500 pazienti nello studio clinico dell'olesoxime nella SLA si concluda con tanta rapidità ed efficacia. Ciò riflette perfettamente la forte motivazione e il lavoro svolto da tutte le persone coinvolte in questo progetto, nonché l'impegno dei pazienti, delle loro famiglie e delle équipe mediche dei centri clinici», dichiara Jean-Louis Abitbol, Direttore Medico di Trophos. «Attendiamo tutti con grande interesse i risultati dello studio, previsti per la fine di quest'anno.»
«La SLA è una malattia fatale per la quale esiste un bisogno cruciale di trattamenti efficaci. Ogni anno si osservano più decessi tra le persone affette da SLA che tra quelle affette da sclerosi multipla. È urgente trovare nuove terapie per i pazienti affetti da SLA per prolungarne la sopravvivenza e migliorarne le funzioni respiratorie e muscolari», aggiunge Damian Marron, Presidente del Consiglio di Gestione di Trophos. «Riteniamo che l'olesoxime potrebbe essere un nuovo farmaco di grande utilità per la comunità della SLA e speriamo tutti che si apra così un nuovo capitolo nel trattamento di questa malattia devastante.»
Disegno e criteri di valutazione dello studio
Questo studio di fase 3, della durata di 18 mesi, è stato condotto in gruppi paralleli, randomizzato in doppio cieco versus placebo, per valutare l'efficacia e la tollerabilità dell'olesoxime in pazienti con diagnosi di SLA da 6 a 36 mesi e trattati con riluzolo. L'olesoxime è stato somministrato per via orale sotto forma di capsule, in un'unica dose giornaliera di 330 microgrammi. Tutti i pazienti hanno inoltre ricevuto una dose di 50 microgrammi di riluzolo due volte al giorno. Lo studio si è svolto in 15 centri in Francia, Germania, Gran Bretagna, Belgio e Spagna.
Il criterio principale di valutazione dello studio è la sopravvivenza a 18 mesi. I criteri secondari comprendono la valutazione dell'evoluzione della patologia sulla scala ALS-FRS, il tempo di ventilazione assistita, la capacità vitale lenta (misura della funzione respiratoria), la valutazione della forza muscolare mediante testing manuale e la valutazione della qualità della vita. Per tutta la durata dello studio, un comitato di sorveglianza indipendente ha verificato la tollerabilità e la sicurezza d'uso del prodotto.
Sponsorizzato da Trophos, lo studio è stato condotto da un consorzio di investigatori clinici europei riconosciuti, tutti con grande esperienza negli studi clinici multicentrici nella SLA.
MitoTarget
Lo studio clinico sull'olesoxime fa parte di MitoTarget, progetto collaborativo europeo della durata di 3 anni (accordo di sovvenzione sanità n. HEALTH-F2-208-223388). La Commissione Europea ha assegnato a MitoTarget 6 milioni di euro di sovvenzioni. Il progetto è realizzato da un consorzio paneuropeo di esperti guidato da Trophos. MitoTarget fa parte del 7e programma quadro della Commissione Europea per la Ricerca, lo Sviluppo Tecnologico e le Attività di Dimostrazione. Oltre allo studio clinico, MitoTarget ha l'obiettivo di acquisire una maggiore comprensione del ruolo della disfunzione mitocondriale nelle malattie neurodegenerative e di valutare il potenziale terapeutico della nuova classe di composti di Trophos, modulatori del poro mitocondriale, in queste stesse malattie (vedere il comunicato del 18 dicembre 2008).
Designazione di farmaco orfano e prodotto medicinale orfano
L'olesoxime di Trophos ha ottenuto due designazioni: quella di «farmaco orfano» da parte della FDA (Food & Drug Administration) statunitense e quella di «prodotto medicinale orfano» da parte della Commissione Europea per il trattamento della SLA e dell'AMS (Atrofia Muscolare Spinale).
Trophos ottiene negli Stati Uniti un brevetto che protegge l'uso della sua nuova molecola cardioprotettiva, TRO40303
Trophos SA annuncia oggi che l'Ufficio brevetti statunitense (USPTO) le ha appena rilasciato un brevetto per l'uso in citoprotezione della sua molecola, TRO40303, un nuovo modulatore del poro di transizione mitocondriale. Il brevetto assicura la protezione di TRO40303 in questo uso per ridurre le lesioni cardiache da ischemia-riperfusione.
Queste lesioni sono un fattore significativo di morbilità e mortalità dopo un infarto del miocardio (IM).
Il brevetto statunitense, registrato con il n. 7,985,774, è intitolato «Usi di derivati del 3,5-seco-4-nor-cholestane per l'ottenimento di un medicinale citoprotettivo.» Esso copre in particolare le indicazioni cardiovascolari, compresa la principale indicazione in sviluppo clinico, la riduzione delle lesioni cardiache da ischemia-riperfusione.
Il brevetto copre anche l'uso di TRO40303 e dei suoi derivati nel trattamento di tutta una serie di malattie degenerative non neurologiche caratterizzate dalla morte patologica delle cellule e/o dalla disfunzione delle cellule che porta alla morte cellulare.
Queste disfunzioni cellulari possono, ad esempio, avere origini mitocondriali, come la ridotta capacità di generare ATP, l'incapacità di captare e/o trattenere il calcio o la produzione di radicali liberi.
«Il rilascio di questo brevetto chiave negli Stati Uniti da parte dell'USPTO è una tappa importante per Trophos. TRO40303 entrerà a brevissimo in uno studio di fase II di proof of concept nel trattamento delle lesioni cardiache da ischemia-riperfusione (IRI) in pazienti affetti da IM grave.
Questo studio clinico di Fase 2 sarà realizzato nell'ambito di MitoCare, un progetto internazionale di medicina traslazionale finanziato dall'Unione europea e diretto da Trophos», dichiara Damian Marron, Presidente del Consiglio di Gestione di Trophos. «Il potenziale di TRO40303 nelle malattie degenerative è stato scoperto con la piattaforma di screening innovativa sviluppata da Trophos. TRO40303 è stato poi caratterizzato e sviluppato dai nostri team di ricerca in collaborazione con esperti esterni di primo piano.»
Diventa urgente trovare un trattamento per prevenire a livello mondiale le lesioni cardiache da ischemia-riperfusione. Queste lesioni costituiscono un problema importante nella cura dei pazienti affetti da IM, nonostante un miglioramento complessivo delle prognosi negli ultimi anni. Attualmente non esiste alcun trattamento per curare questa condizione, che contribuisce alla morbilità a lungo termine, alla progressione verso l'insufficienza cardiaca e alla mortalità dopo un infarto del miocardio.
Il ruolo della transizione di permeabilità mitocondriale in queste lesioni da ischemia-riperfusione è stato convalidato di recente in uno studio clinico. In questo contesto e con le urgenti esigenze di trattamento, TRO40303, nuovo modulatore del poro di transizione mitocondriale di Trophos scoperto e sviluppato nei suoi laboratori, ha una grande opportunità di colpire questo meccanismo.
Quasi 1,6 milione di procedure di riperfusione cardiaca sono eseguite ogni anno negli ospedali e nelle cliniche specializzate in Europa e in Nord America.
Lo studio di Fase 2 di proof of concept di TRO40303 sarà guidato da Trophos e realizzato nell'ambito del progetto MitoCare finanziato dall'UE (vedere di seguito).
MitoCare è condotto da un consorzio di investigatori europei di fama, tutti con grande esperienza in studi clinici multicentrici di ampia portata sulle lesioni cardiache da ischemia-riperfusione.
Lo sperimentatore principale dello studio sarà il Professor Dan Atar dell'Ospedale Universitario di Oslo, in Norvegia. Questo studio di Fase 2 di proof of concept sarà condotto versus placebo in pazienti sottoposti ad angioplastica coronarica (o angioplastica con palloncino) a seguito di un infarto del miocardio acuto. TRO40303 sarà somministrato in un'unica volta per via endovenosa subito prima della riperfusione durante l'angioplastica.
MitoCare è un progetto internazionale di medicina traslazionale di 2 anni e mezzo, finanziato dall'Unione europea per un importo di 6 milioni di euro. Avviato nel gennaio 2011 (vedere il comunicato stampa del 14 dicembre 2010), MitoCare è condotto da un consorzio di 16 partner europei e coordinato da Trophos.
MitoCare fa parte del 7e programma quadro della Commissione europea per azioni di ricerca e sviluppo (FP7). MitoCare permetterà di studiare l'efficacia e la sicurezza terapeutica di TRO40303 in uno studio di Fase 2 di proof of concept per il trattamento delle lesioni cardiache da ischemia-riperfusione in pazienti affetti da infarto del miocardio acuto. Il progetto permetterà inoltre di sviluppare conoscenze sui biomarcatori e sui modelli di lesioni cardiache da ischemia-riperfusione.


