Il test MGMT di MDxHealth identifica i pazienti affetti da tumore al cervello

MDxHealth SA (NYSE Euronext: MDXH), leader nella diagnostica molecolare per il trattamento personalizzato del cancro, ha annunciato oggi che il suo test MGMT (PredictMDxTM for Brain) è riuscito a identificare i pazienti con diagnosi recente di glioblastoma che hanno maggiori probabilità di vivere più a lungo e di avere un periodo di remissione più lungo dopo un trattamento con Temozolomide. I dati, tratti da uno studio internazionale di fase III (RTOG 0525) sul Temozolomide, sono stati presentati ieri sera alla riunione annuale dell'American Society for Clinical Oncology (ASCO, Chicago, USA) dal ricercatore responsabile dello studio, Mark R. Gilbert, MD (University of Texas MD Anderson Cancer Center).
La MGMT (metil transferasi O6-méthylguanine-ADN) è un enzima chiave per la riparazione del DNA prodotto dal gene MGMT. Quando il gene MGMT è metilato, non viene prodotta alcuna MGMT. Maggiore è la quantità di MGMT nel tumore, più questo è attivo nella riparazione del DNA. Ciò significa che le terapie che agiscono provocando danni al DNA hanno meno probabilità di avere successo.
«Vi è un'urgente necessità di test molecolari che contribuiscano a identificare e a seguire il trattamento più efficace per ogni paziente oncologico. Questo vale in particolare per i trattamenti contro il cancro che causano danni al DNA nel tumore», ha spiegato Mark Gilbert. «Il test del gene MGMT consente di definire la prognosi dei pazienti affetti da glioblastoma di nuova diagnosi. Lo studio clinico RTOG 0525 lo ha confermato. Altri studi clinici hanno ora integrato questo marcatore prognostico di recente validazione per determinare se sottogruppi di pazienti necessitassero di terapie alternative in base alla prognosi indicata dal test di metilazione MGMT».
«Oltre a sottolineare ancora una volta la possibilità di eseguire in tempo reale il test di metilazione del gene MGMT nei tumori come fattore di stratificazione in uno studio clinico multinazionale, i risultati dimostrano che le decisioni terapeutiche basate sulle caratteristiche molecolari del tumore non sono solo fattibili, ma fanno una vera differenza clinica», ha dichiarato il Dottor Jan Groen, amministratore delegato di MDxHealth. «Oltre allo studio di fase III sul Temozolomide, i servizi di analisi MGMT di MDxHealth sono ora offerti per la fase II e la fase III di numerosi studi clinici, tra cui lo studio di fase III (CENTRIC) di Merck Serono, in cui solo i pazienti con gene MGMT metilato vengono trattati con Cilengitide, farmaco sperimentale aggiunto alla chemioterapia attuale».
MDxHealth riceve 1,1 milioni di dollari di sovvenzioni europee
MDxHealth SA ha annunciato oggi di aver ricevuto una sovvenzione di 1,1 milioni di dollari, insieme al partner NovioGendix BV, società di diagnostica molecolare nata dalla Radboud Nijmegen Medical Centre (RUNMC) nei Paesi Bassi.
Questa sovvenzione di 1,1 milioni di dollari proviene da Eurotrans-Bio ed è destinata all'avanzamento del programma sul cancro della vescica. Eurotrans-Bio è un'iniziativa della Commissione europea per incoraggiare la ricerca e lo sviluppo transfrontalieri tra imprese e università che operano nel settore delle biotecnologie.
«Questa sovvenzione offre a MDxHealth e a NovioGendix le risorse necessarie per approfondire lo studio degli indicatori biologici unici e delle tendenze osservate nel cancro della vescica, grazie a campioni di pazienti provenienti dalla collaborazione esistente tra NovioGendix e la RUNMC», ha spiegato il Dr. Jan Groen, amministratore delegato di MDxHealth.
Nel corso del 2011 e del 2012, MDxHealth e NovioGendix utilizzeranno questi fondi per scoprire e validare marcatori tumorali destinati a prevedere la progressione del tumore nel muscolo fino allo stadio invasivo del cancro della vescica. A tal fine utilizzeranno le tecnologie di metilazione del DNA, di sequenziamento del DNA e di profili di espressione dell'RNA, su campioni clinici prelevati da pazienti del dipartimento di urologia della RUNMC affetti da cancro della vescica. Questi marcatori predittivi guideranno le decisioni terapeutiche per i tumori della vescica più aggressivi.
Il cancro della vescica è uno dei tumori più frequenti, e dal 60 al 80 % dei sopravvissuti va incontro a una recidiva della malattia. Vi è un'urgente necessità di biomarcatori precisi della malattia, della sua progressione e del rischio di recidiva dopo un trattamento iniziale, affinché si possano sviluppare test diagnostici e permettere così più rapidamente un intervento terapeutico mirato.


